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All reviews - Books (45)

The Pit and the Pendulum review

Posted : 6 years, 7 months ago on 23 November 2010 07:25 (A review of The Pit and the Pendulum)

È l'essenza stessa della claustrofobia, la linfa vitale che potrebbe scorrere nelle vene del buio, la repulsione e l'umidità che viscide si insinuano nel fragile animo umano, insieme terrore e speranza, cantilena ed epifania. Il pozzo e il pendolo riesce, in poche righe, a creare un'atmosfera di profonda paura che si trasforma presto in una rassegnata e consapevole lucida follia, che cresce per gradi nel protagonista, un po' come la luce che man mano si ciba delle tenebre nella segreta. Poe inoltre ha, secondo me, un grande pregio: quello di accompagnare quasi ogni sostantivo con almeno due aggettivi; ecco che allora una struttura diventa "metallica e rozza", i contorni delle sculture "sufficientemente definiti" e i loro colori "alterati e sbiaditi". È un'abitudine che mi pare si stia un po' perdendo, nella scrittura. La prima parte è proprio quella, forse, che desta le angosce più cupe; il terrore del niente, che è paradossale, si annida nella mente del condannato ed inizia a far gegmogliare quel seme di pazzia che andrà sviluppandosi poi man mano nel corso del racconto; il baratro della perdita del senno che, probabilmente, l'oscuro e abissale pozzo simboleggia beffardo; quella follia che attira melliflua, ma che cela dentro di sé gli orrori indescrivibili della malattia mentale (prima di tutto i ratti), e da cui il protagonista si sente prima attratto e poi respinto con disgusto. La paura del nulla, trattata anche ne "Il corvo" da Poe, è quanto di più semplice e insieme di più complesso possa esserci all'interno della psiche umana... un po' come lo è stato il concetto dell'infinito. La seconda parte, invece, è ovviamente caratterizzata dal ridondante oscillare del pendolo, una cadenzata armonia di movimenti che sfinisce il condannato, quasi che fosse una costante ed infinita litanìa da cui ci si vorrebbe riparare le orecchie ma non si può. D'altronde Stephen King ama dire (tra gli altri) che l'inferno è ripetizione... e come contraddirlo, in questo caso?


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Sand and Foam (The Kahlil Gibran Pocket Library) review

Posted : 6 years, 7 months ago on 23 November 2010 07:21 (A review of Sand and Foam (The Kahlil Gibran Pocket Library))

"Un granello di sabbia è un deserto, e un deserto è un granello di sabbia" scrive Gibran, attraverso le parole della Sfinge; ecco, ogni aforisma presente in questa raccolta è un granello di sabbia tra le pagine, contenente al suo interno quel deserto che una volta scovato diventa oasi per chi ha il tempo e la voglia di sostarvi. Almeno la metà delle frasi bisognerebbe imprimerla a fuoco nella mente e non dimenticarla più.


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This is Not a Pipe review

Posted : 6 years, 7 months ago on 23 November 2010 07:08 (A review of This is Not a Pipe)

Premetto che il mio sarà un giudizio da totale profano, che considera l'arte come emozione. Libro abbastanza ostico, soprattutto perché esamina, scandaglia ed esplora approfonditamente varie opere di cui non sono presenti immagini, dando inoltre per scontate molte conoscenze a livello tecnico. Ma soprattutto, lo dico chiaramente: troppe, troppe, troppe seghe mentali... Mi sta bene indagare oltre il significato più evidente di un quadro, ma quando si gira e si rigira per oltre ottanta pagine su argomenti metafisici solo per il gusto di filosofeggiare, contorcendo e posponendo le parole di una stessa proposizione... beh alla lunga, forse, si corre il rischio di diventare un po' noiosi; e, perché no, anche esagerati.


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Candide review

Posted : 6 years, 7 months ago on 23 November 2010 07:01 (A review of Candide)

"Candido" è una critica feroce all'ottimismo fedele e incrollabile, alla cieca ottusità di chi si ostina a voler credere che tutto vada nel migliore dei modi anche quando le cose non potrebbero andare peggio; una divertente quanto tagliente satira contro la immotivata insistenza di chi si ostina a credere di vivere "nel migliore dei mondi possibili", contro i giudizi a priori. Viaggiando, Candido si renderà conto attraverso varie disavventure che la realtà non è affatto così perfetta come veniva dipinta dal suo maestro, il filosofo Pangloss; dopo una lunga serie di peripezie per raggiungere il suo scopo, infatti, si scoprirà (assieme a tutti gli altri) ancora più infelice di prima, traendo una lezione e una massima di vita dalle sue esperienze. Attualizzando il tutto, si può notare come non ci si discosti di molto dalla situazione odierna, e da chi vuole costringerci a credere che tutto vada bene, che non potrebbe andar meglio di così, che basterebbe non riflettere e non conoscere per pensare e parlare per sentito dire, ottusamente. Candido dovrebbe fare scuola...


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Alice's Adventures in Wonderland review

Posted : 6 years, 7 months ago on 23 November 2010 06:59 (A review of Alice's Adventures in Wonderland)

Più che sul carattere visionario e totalmente irreale, queste due opere di Lewis Carroll si concentrano maggiormente su eccezionali giochi linguistici e stupefacenti labirinti di parole. Molte delle assurdità incontrate da Alice non sono tanto, secondo me, incentrate sull'aspetto strano dei personaggi o sull'improponibilità di alcune situazioni; l'elemento di maggiore instabilità è dato proprio da dialoghi inconcludenti, da risposte sbagliate favorite da una imprecisa comprensione delle parole, da frasi improvvise che mal si addicono al resto della conversazione... causate proprio da errori o equivoci generati dal linguaggio, da fraintendimenti umoristici e da parole sì inventate, ma che sono un fenomenale amalgama tra altri vocaboli che, uniti, formano un nuovo ed efficace termine. Brillante esempio, sotto questo punto di vista, è la poesia sul Ciarlestrone ("Jabberwocky"), in cui Alice si imbatterà all'inizio del suo viaggio "Attraverso lo Specchio" (molto più malinconico, adulto e autunnale rispetto al primigenio "Paese delle Meraviglie", che Alice raggiunge in un aureo pomeriggio assolato). Se nel primo racconto la fanno da padrone le carte da gioco, il secondo è caratterizzato da una enorme partita a scacchi, in cui Alice si muoverà come una pedina. Capolavoro della manipolazione linguistica, si fa notare anche per interessanti spunti psicologici (siamo tutte immagini nel sogno di un estraneo? I nomi caratterizzano gli oggetti, o gli oggetti hanno una precisa struttura e valenza di per sé?). Nel cartone animato della Disney, inoltre, sono presenti elementi di entrambi i racconti (Tweedledee e Tweedledum, ad esempio, si incontrano solo nel secondo libro), mentre il famoso "non compleanno" viene citato da Humpty Dumpty in "Attraverso lo Specchio", e non è presente nel più celebre episodio del Tè con la Lepre Marzolina e il Cappellaio Matto. Anche la poesia finale che conclude la seconda avventura di Alice è una piccola meraviglia, un acrostico che crea il nome della nostra piccola protagonista: Alice Pleasance Liddell. Opera per bambini, quindi (episodi divertenti, fantasiosi, avventure scorrevoli e spensierate), ma anche per gli adulti e chiunque volesse addentrarsi nel favoloso mondo di Alice: un mondo di enigmi, nonsensi linguistici e logici, un mondo in cui tutto è il contrario e l'opposto di tutto; una porta che si apre su un universo illogico e alienante, un vortice di immaginazione e una spirale di imperialismo sul linguaggio, piegato e utilizzato da Carroll a proprio piacimento per raggiungere i suoi scopi. Il tutto sapientemente condito da illustrazioni presenti praticamente in ogni pagina.


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The Diary of Adam and Eve (Hesperus Classics) review

Posted : 6 years, 7 months ago on 23 November 2010 06:05 (A review of The Diary of Adam and Eve (Hesperus Classics))

Il mondo nuovo visto dagli occhi incantati, curiosi e sognatori di Eva... gli occhi di una donna, sia nell'Eden che nel resto della storia dell'umanità.
Eva rimane entusiasta per ogni sua nuova scoperta, si sofferma a contemplare i nuovi colori che costantemente le trafiggono lo sguardo, adora la compagnia ed ama parlare, si circonda di animali e raramente arriva a non fidarsi di qualcosa o qualcuno. Soffre degli atteggiamenti scontrosi di Adamo, tuttavia resta inesorabilmente affascinata dalla sua figura e tenta a tempo pieno di comprenderlo, pur facendosi da parte quando crede di non essere gradita. Nella sua concezione il "maschio" è sicuramente meno intelligente di lei, che invece è molto più frizzante e smaniosa.
Le poche pagine tratte dal diario di Adamo, secondo me, sono una perla. Perché sinteticamente Twain riesce a spiegare le stesse situazioni viste dal punto di vista di un uomo. Molte volte non è che egli non sappia; semplicemente non trova l'utilità pratica di parlare di qualcosa che non gli servirà per sopravvivere. Nei suoi atteggiamenti sospetti e "primitivi", nasconde in realtà un'assoluta ed indiscussa attrazione per Eva, per quella figura ai suoi occhi così sfuggente e poliedrica. Quella figura che, come spesso accade, finisce inesorabilmente per elevare al rango di una dea ("OVUNQUE LEI SIA STATA, QUELLO ERA L'EDEN").
Due Esperimenti opposti, destinati inevitabilmente ed irrazionalmente ad amalgamarsi l'uno all'altro. Sempre con le stesse incomprensioni, gli stessi dolori, ma anche con la stessa passione e lo stesso senso di appartenenza quasi viscerale. Non è forse questo, in fondo, quello che siamo?


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Memnoch the Devil (The Vampire Chronicles) review

Posted : 6 years, 7 months ago on 23 November 2010 06:02 (A review of Memnoch the Devil (The Vampire Chronicles))

Entrando un po' in prospettiva personaggio "Vampiro Lestat" e nella sua fiera altezzosità, devo dire che è molto bello... Sia come atmosfere che come modo di fare del protagonista... Il pezzo sulla creazione e le Tredici Rivelazioni è semplicemente spettacolare. Nel finale secondo me si perde un po' (parlo dalla discesa nell'Inferno in poi), però lo stile ricco di particolari lo rende senza dubbio un gran bel libro.


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Neither Here nor There: Travels in Europe review

Posted : 6 years, 7 months ago on 23 November 2010 06:00 (A review of Neither Here nor There: Travels in Europe)

Un vero e proprio interrail per l'Europa condito da spiccata sensibilità per i particolari, una quanto mai acuta capacità di osservazione per i luoghi e le persone, ma soprattutto tanto, tanto, tanto (l'ho già detto tanto?) umorismo e un fantastico sottofondo ironico che accompagna il lettore dalla prima all'ultima pagina. Bryson ci descrive e ci mostra con i suoi racconti gli ambienti desolati e ventosi di Hammerfest, in Norvegia, che paradossalmente si scontrano con il calore e la quiete delle sue luci al calar della sera; ci racconta episodi e aneddoti capitatigli tra Oslo e Stoccolma, descrivendo con minuzia ogni scorcio registrato dai suoi occhi, ogni locale da lui frequentato, ci spiega quanto cambino i modi di fare e di pensare tra due nazioni apparentemente così simili, ma profondamente divergenti su molteplici aspetti; ci mostra i Paesi Bassi filtrati attraverso la sua mente, ci trasporta a Parigi, descritta con un'ironia veemente e impetuosa; il tutto prima di portarci nella nostra Italia (Roma, Sorrento, Napoli, Firenze, Milano) e in Germania. Il tour si conclude con visite in Austria, Svizzera, nella Jugoslavia di un tempo che fu e in Bulgaria. È incredibile come Bryson riesca a carpire l'essenza stessa di un popolo concentrandola magari in una sola frase ironica, o di come prenda spunto da un episodio per descrivere l'intera mentalità di una popolazione. Si passa dalla nota precisione svizzera alla caotica disperazione del traffico italiano, attraversando il velo dello "snobismo" francese e quello dell'apparente razzismo austriaco; ma ogni descrizione è pervasa solo da cinico umorismo e satira pungente, è assente qualsiasi vena di cattiveria gratuita o fastidiosa acredine. Un unico appunto: se pensate di leggerlo in luoghi affollati, fate attenzione; scoppiare a ridere in pubblico senza un apparente motivo potrà portare su di voi gli sguardi incuriositi della gente.


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Everything's Eventual: 14 Dark Tales review

Posted : 6 years, 7 months ago on 23 November 2010 05:57 (A review of Everything's Eventual: 14 Dark Tales)



Un insieme di 14 racconti in cui è sempre palese il tocco di King; in alcuni domina l'ironia amara, in altri l'atmosfera di puro terrore e inquietudine. La particolarità è che, prima o dopo ogni storia, Stephen King lascia qualche riga in cui commenta in maniera personale la vicenda.

AUTOPSIA 4 (30 pagine) - Tutta l'angoscia di un uomo che, completamente paralizzato, si sveglia all'interno di una sala per le autopsie, sdraiato su un lettino. Quando si muore si continua a sentire dolore quindi? O è stato solo un tragico errore?...

L'UOMO VESTITO DI NERO (32 pagine) - Il racconto inquietante dell'incontro di un bambino con il diavolo, sulla riva di un placido fiume. La storia, giudicata scadente dallo stesso King, ha riscosso grande successo invece nei giudizi del pubblico.

TUTTO CIO' CHE AMI TI SARA' PORTATO VIA (17 pagine) - La descrizione delle ultime ore di vita di un uomo in una camera d'albergo, in procinto di suicidarsi. Il motivo che lo spinge ad avere dei dubbi, però, è abbastanza singolare...

LA MORTE DI JACK HAMILTON (38 pagine) - Un gangster viene gravemente ferito durante uno scontro a fuoco con la polizia. Viene narrata la sua agonia che corre parallela alla descrizione di "Jack", capo della banda criminale.

LA CAMERA DELLA MORTE (32 pagine) - L'angoscia di un uomo rinchiuso in una stanza e interrogato dalle autorità locali, che lo accusano di tradimento verso il loro piccolo stato ispanico e "dittatoriale". Ovviamente, per convincerlo a parlare, vengono usati dei mezzi decisamente poco ortodossi... A mio avviso una delle storie più brutte.

LE PICCOLE SORELLE DI ELURIA (84 pagine) - Protagonista di questo racconto è Roland, il personaggio principale della serie "La Torre Nera", sempre opera di King. In questa storia, il pistolero Roland si vede costretto ad affrontare in serie l'aggressività di alcuni mutanti in un vecchio paese, e successivamente le "strane cure" che alcune sorelle del posto gli offrono, in un ospedale dove gli altri pazienti a poco a poco scompaiono dai letti...

TUTTO E' FATIDICO (66 pagine) - Un adolescente, dotato di poteri paranormali, viene assoldato da una grossa ditta per compiere lavori sporchi. Il racconto è scritto nel tipico gergo di un ragazzo di diciassette anni, prima oppresso dalla vita, poi improvvisamente cosciente dei suoi poteri.

LA TEORIA DEGLI ANIMALI DI L.T. (26 pagine) - Una delle storie sicuramente più divertenti, in cui King sovverte la teoria secondo la quale un animale regalato debba necessariamente affezionarsi al suo nuovo padrone. La pesante ironia sui conflitti del matrimonio sfocia in un finale decisamente inaspettato...

IL VIRUS DELLA STRADA VA A NORD (29 pagine) - Il quadro acquistato da uno scrittore dell'orrore comincia a modificarsi, facendo accadere nella vita reale tutto ciò che è raffigurato sulla tela; è l'inizio di una persecuzione...

PRANZO AL GOTHAM CAFE' (40 pagine) - Viene descritta la spaventosa follia che coglie improvvisamente uno chef all'interno di un ristorante, forse dopo anni di continue ossessioni... E la storia ci mostra come sia sottile il filo che separa la salute mentale dalla pazzia...

QUELLA SENSAZIONE CHE PUOI DIRE SOLTANTO IN FRANCESE (21 pagine) - E' il dejà-vu, che in questo racconto torna a ossessionare le visioni di una donna, costretta a rivivere sempre la stessa terribile scena... King commenta così: "E' un racconto sull'Inferno, in cui sei condannato a fare sempre la stessa cosa. L'esistenzialismo, ragazzi, che concetto. Esiste anche l'idea che l'Inferno siano gli altri. La mia è che potrebbe essere ripetizione".

1408 (47 pagine) - La notte angosciante di uno scrittore all'interno di una camera controllata da una forza aliena, spettrale, che ha già fatto commettere decine di suicidi e omicidi... Uno dei racconti più belli.

RIDING THE BULLET/PASSAGGIO PER IL NULLA (49 pagine) - E se facendo l'autostop si fermasse a caricarvi la stessa persona di cui avete appena letto l'epitaffio su una lapide?... Un angoscioso viaggio in cui il protagonista dovrà scegliere tra la sua vita e quella della madre, e verrà ossessionato in seguito da tremende percezioni...

LA MONETA PORTAFORTUNA (14 pagine) - Sarebbe bello se la vita cambiasse radicalmente nel giro di un attimo... O no?

In conclusione un buon libro, anche se alcune storie faticano a decollare... Altre, invece, non deludono decisamente le aspettative!


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Thinner review

Posted : 6 years, 7 months ago on 23 November 2010 05:55 (A review of Thinner)

Il primo libro che ho letto di Stephen King. Il romanzo che me l'ha fatto apprezzare sin dalle prime pagine, da quando con il suo stile scorrevole ma allo stesso tempo mai banale mi ha coinvolto nella storia che ha per protagonista Billy Halleck. Stimato avvocato, il suo unico problema sono i chili di troppo. Per il resto ha tutto ciò che si può desiderare: una brillante carriera, una moglie e una figlia. Quando investe e uccide una vecchia zingara, riesce, anche grazie alle sue conoscenze, a farla franca al processo. Ma non può scappare dalla giustizia dei gitani; così quando l'ultracentenario Taduz Lemke lo sfiora sussurrando "Dimagra" e gli lancia contro la sua maledizione, per Billy inizia un vero e proprio incubo. Comincia a perdere peso a ritmo impressionante, tanto che si convince in seguito di avere il cancro. Ma quando i controlli medici escludono questa possibilità, nella mente dell'avvocato torna il vecchio dal naso marcio e il suo anatema... Rimarrà solo a combattere contro il tempo per ritrovare il vecchio zingaro e convincerlo a ritirare l'incantesimo... Fino a quando, ormai ridotto pelle e ossa, riesce in qualche modo a lanciare anch'egli sul vecchio la "maledizione dell'uomo bianco di città"... Varranno a qualcosa i suoi sforzi?Da leggere tutto d'un fiato sino alla fine, dove Billy avrà delle sorprese...Un viaggio coinvolgente ed appassionante assieme a Billy Halleck, al suo costante deperimento fisico e alla sua lotta per non lasciarsi vincere dalla maledizione. Niente male!


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