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Animal Farm review

Posted : 6 years, 10 months ago on 23 November 2010 10:31 (A review of Animal Farm)

"Animal farm" rappresenta, in sintesi e in chiave satirica e allegorica, il completo fallimento di qualsiasi ricerca della perfetta forma di governo. In particolare Orwell si scaglia contro la Rivoluzione russa e il totalitarismo di Stalin, ma più in generale si trovano elementi comuni in molti altri Stati. Ogni animale allude a un personaggio realmente esistito (Palladineve è Trotskij, Jones è lo zar Nicola II, Mollie rappresenta l'aristocrazia), ed è facile realizzare come la critica non comprenda solo il totalitarismo sovietico, ma anche la monarchia (sotto Jones, infatti, gli animali erano comunque schiavi) e la repubblica (la Fattoria degli animali viene proclamata per un breve periodo repubblica, ma le privazioni e gli abusi subiti dagli animali sono gli stessi in tutte le varie forme di governo). Una perfetta organizzazione, alla fine, non è raggiungibile; gli individui tendono a primeggiare sugli altri, a garantirsi benefici e il maggior risultato con il minimo sforzo. Il raggiungimento e consolidamento del potere è il termine ultimo di questo percorso; a dispetto di quale sia il modo in cui i soprusi vengano perpetrati, il risultato per chi li subisce non cambia. Satira feroce ma delicata, purtroppo sempre attuale. Gli esseri umani non sono ancora in grado di essere realmente liberi, ed esattamente come gli animali della Fattoria si crogiolano nella vana illusione di esserlo, ignorando ogni segnale che dimostri il contrario. Troppo animali per l'anarchia, troppo umani per forme di governo più evolute. Il destino che ne deriva non è, credo, altro che l'automatica conseguenza di tutto ciò. A volte, come in questo caso, "satira" non è proprio l'anagramma di "risata". Mi torna alla memoria una delle poesie più belle di Trilussa, che penso ben si adatti alla lettura de "La Fattoria degli Animali". Degna conclusione, purtroppo.

"Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vò la zinna:
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujermone
che se mette a pecorone,
Gujermone e Ceccopeppe
che se regge co le zeppe,
co le zeppe d'un impero
mezzo giallo e mezzo nero.

Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili.
Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che comanna;

che se scanna e che s'ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d'una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.
Ché quer covo d'assassini
che c'insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.

Fa' la ninna, cocco bello,
finché dura sto macello:
fa' la ninna, ché domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.

E riuniti fra de loro
senza l'ombra d'un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone."


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Christian Science review

Posted : 6 years, 10 months ago on 23 November 2010 10:31 (A review of Christian Science)

Una tagliente e feroce critica contro il cristianesimo scientista, fondato da tale Mary Baker Eddy nel lontano 1879. In tutto il libro, Twain gioca con ironia e sarcasmo sulle profonde contraddizioni rilevate nel movimento religioso teorizzato dalla Eddy, mettendone a nudo con uno stile estremamente sardonico ogni sua più improponibile quanto "interessata" caratteristica, sempre pregna di fini utilitaristici e interessi economici. Una satira decisamente estrema e quasi belluina; unica nota negativa, la popolarità non certo elevatissima della Scienza Cristiana (almeno per quanto mi riguarda), che a volte impedisce di cogliere pienamente e con interezza le molteplici allusioni, velate e non, poste in essere dalla mente e la penna di Twain.


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The Diary of Ellen Rimbauer: My Life at Rose Red review

Posted : 6 years, 10 months ago on 23 November 2010 10:28 (A review of The Diary of Ellen Rimbauer: My Life at Rose Red)

Sono estratti presi dal diario di Ellen Rimbauer, che racconta in che modo è cambiata la sua vita, da quando sposò, ancora diciannovenne, il magnate del petrolio John Rimbauer. Ci sono le sue riflessioni, il suo progressivo disgusto per il suo matrimonio e per la scoperta di che uomo sia in realtà quello che ha accanto. Su questo sfondo, i racconti sulla dimora che i Rimbauer stanno facendo erigere, Rose Red. Una casa in cui accadono strani avvenimenti, una casa tanto grande da riuscire ad inglobare all'interno delle sue mura addirittura le persone, e a farle sparire per sempre... Ellen vedrà le cose a cui tiene di più sparire a poco a poco all'interno della casa, mentre apparizioni spettrali la spingono sull'orlo della follia... Fin quando, ormai settantenne, semicieca e un po' pazza... Beh, il finale lo lascio a voi!Non è male, scorre bene ed è piuttosto interessante... Poi il fatto che sia un diario "vero" e che le esperienze non siano frutto di pura invenzione, aggiunge quel tocco di suspence in più alla storia. Joyce Reardon è una studiosa del paranormale, che nel 2001 ha effettuato anche numerosi sopralluoghi a Rose Red. Ad oggi, l'unico superstite della stirpe dei Rimbauer resta Steven Rimbauer (pronipote di Ellen).


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Spoon River Anthology review

Posted : 6 years, 10 months ago on 23 November 2010 10:25 (A review of Spoon River Anthology)

L'idea di fondo secondo me è geniale: far parlare un cimitero. Dietro ogni lapide c'è una storia, un'anima, una vita vissuta e troppo velocemente dimenticata. Ogni corpo che riposa nel camposanto di Spoon River ha una storia da raccontare, una storia che molto spesso cela i segreti che la vita puritana della città ha più volte tentato di celare, soffocare, nascondere agli occhi della "gente di buon senso". E allora ecco che appare in tutta la sua sfolgorante semplicità uno spaccato degli affanni degli uomini, delle loro passioni, dei loro intrighi, dei loro tradimenti e delle loro ossessioni. Ma perché no, anche dei loro insegnamenti; perché tutto appare sotto un'altra luce se a parlare sono individui che hanno già varcato la soglia. Tra l'altro anche De André ha preso spunto da alcune poesie per qualche sua canzone (ad esempio "Un Giudice"). L'Antologia potrebbe essere praticamente definita come un insieme di centinaia di romanzi in versi... Beh, scusate se è poco!


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The Pomodoro Technique review

Posted : 6 years, 10 months ago on 23 November 2010 10:24 (A review of The Pomodoro Technique)

In linea di massima la teoria sull'ansia del divenire e sulla produttività è anche giusta credo, mi trova d'accordo. Ma se quello che mi suggerisce la tecnica è: "Metti un timer per il lavoro che hai da realizzare e fai sì che non ti interrompano prima che finisca! Poi fai pausa e ricomincia"... beh, sembra strano eh, ma a questo avevo già pensato. Senza contare che, per compilare tutto il foglio di attività, barrare con le crocette i "Pomodori" ultimati, segnare con gli apostrofi le interruzioni... mi sa che si finisce per dimenticare COSA avevamo da fare!

Ciò che c'è di buono, però, è che si tratta di un ebook scaricabile gratuitamente. Questo il motivo della terza stella.


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Lady Windermere's Fan review

Posted : 6 years, 10 months ago on 23 November 2010 10:21 (A review of Lady Windermere's Fan)

Commedia raffinata che gioca sul sottile filo che separa e congiunge cinismo e poesia, sarcasmo e dolcezza, classici stereotipi e animi nascosti e sorprendenti. Come a ricordarci, in definitiva, che non tutto quello che sembra, necessariamente "è", e che la nobiltà di spirito talvolta si cela dietro le risposte apparentemente più fredde e incomprensibili, dietro una semplice rinuncia a qualcosa che sappiamo non adatto a noi. Qualcosa che non vogliamo danneggiare. Ottima fucina di alcune tra le migliori e classiche "citazioni" di Wilde, peraltro.


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Amusing Ourselves to Death: Public Discourse in the Age of Show Business review

Posted : 6 years, 10 months ago on 23 November 2010 10:21 (A review of Amusing Ourselves to Death: Public Discourse in the Age of Show Business)

Una feroce critica a ciò che viviamo nei nostri giorni? Potrebbe essere vista così, e forse 7 anni fa (quando uscì il libro) forse lo era anche. Ora la vedo più come una sorta di cieca rassegnazione ad un nuovo tipo di società. Una società basata sull'autismo di chi ne è parte, dalla totale passività ad un regime basato non più sulle armi o sul terrore, bensì sul divertimento. O meglio, quello che appare come tale. La rivoluzione sociologica apportata dall'era della televisione è senza dubbio alla pari con altri suoi più vetusti ed illustri precedenti (scrittura? morse? radio?), ma a differenza di questi ultimi ci ha consegnato anche un ulteriore, insopportabile fardello: quello del declino della cultura, della informazione falsata, della dipendenza visiva, della passività. Tutte miniere d'oro per chi gioca con le menti ormai ottenebrate di noi povoro popolo: ovvero per chi ha il potere.

Svegliamoci! Leggetelo se volete rendervi conto (o anche solo aver conferma) della nuova era delle minacce invisibili e melliflue, davvero molto bello (purtroppo).



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Lord of the Flies review

Posted : 6 years, 10 months ago on 23 November 2010 10:20 (A review of Lord of the Flies)

Un libro che gioca abilmente sulla fragilità e la mutabilità del temibile animo umano, il cui feroce istinto primordiale finisce per prendere ineluttabilmente il sopravvento, soprattutto in situazioni in cui la cosiddetta "civiltà" artificiale costruita (e costituita!) dagli individui appare come un lontano, irraggiungibile miraggio. Anche nei bambini, stereotipo dell'innocenza per antonomasia, la fame di sopravvivenza e la conseguente crudeltà che ne deriva finiranno per essere il comune denominatore di ogni azione che prenderà corpo nell'isola. I rapporti, inizialmente ancora influenzati dalla cortesia e dalle buone maniere, finiranno per essere lacerati dal progressivo sopraggiungere di quell'istinto animale che riposa, in dosi diverse, un po' in ognuno di noi, mai completamente sopito. Il gruppo iniziale di naufraghi si dividerà in due fazioni; lo scontro sarà inevitabile e impietoso. Come cornice, inoltre, le paure più nascoste dei ragazzi si manifesteranno nella creazione di pericoli e problemi per lo più frutto dell'immaginazione, via via sempre più malata. La scrittura, scorrevole, rende bene l'atmosfera che si può respirare in un ambiente di ragazzini, e riesce a ricreare abbastanza fedelmente il loro gergo o il modo di pensare. Una stella in più per il finale, eccezionalmente illuminante nella sua disarmante semplicità.


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Brave New World review

Posted : 6 years, 10 months ago on 23 November 2010 10:18 (A review of Brave New World)

Decisamente geniale, soprattutto se pensiamo che fu scritto prima che venisse scoperto il DNA. Viene descritta una società per molti versi ideale (nessuno ha pensieri negativi, ognuno ha il suo posto nel mondo, non un lamento, ci si accontenta di quello che si ha), ma il modo in cui tale società perfetta è stata creata e raggiunta fa rabbrividire; vengono tolte le libertà primarie che ci rendono, alla fine, umani... Libertà di pensiero, di riflessione, di amare, di lottare per degli ideali... Una sorta di disillusione di chi aspira un giorno ad un mondo perfetto: per raggiungere tale condizione, dovremmo annullare la nostra natura di uomini. Assolutamente da leggere.


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One Past Midnight: The Langoliers (Four Past Midnight) review

Posted : 6 years, 10 months ago on 23 November 2010 10:14 (A review of One Past Midnight: The Langoliers (Four Past Midnight))

Un gruppo di viaggiatori si accorge durante un viaggio in aereo che tutte le altre persone sono scomparse. In più, sembra non esserci più segno di civiltà sotto di loro. Cosa è successo? La spiegazione che troveranno è, a mio modo di vedere, geniale (è stato fatto anche un film semi-sconosciuto che però a me è piaciuto molto)


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Posted: 7 months, 3 weeks ago at Feb 4 2:53
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